Quando la legge incontra la realtà: YOU PART entra nelle aule universitarie
Nell’ambito della settimana dedicata a YOU PART, l’Università di Trieste ha ospitato uno degli appuntamenti più significativi del programma: il seminario “Le molestie nei luoghi di lavoro: tutele e strumenti di prevenzione”, condotto dalla Prof.ssa Maria Dolore Ferrara, docente di Diritto del Lavoro e Presidente del CUG di Ateneo. L’Aula Magna si è riempita di giovani tra i 18 e i 28 anni, curiosə di capire meglio come il diritto affronti un fenomeno che, nella vita di tutti i giorni, troppo spesso rimane sotto traccia o viene raccontato in modo incompleto.
Fin dai primi minuti è stato chiaro che non si trattava della classica lezione frontale, la Prof.ssa Ferrara ha scelto un approccio partecipato, dialogando con la platea, facendo domande, chiedendo opinioni, portando casi concreti e spingendo chi era presente a osservare la violenza di genere non solo come un fatto sociale o emotivo, ma anche come un tema giuridico complesso. Ha spiegato cosa intendiamo davvero quando parliamo di violenza di genere, quali leggi intervengono per tutelare le vittime, come si muove il diritto tra norme nazionali e internazionali e quali responsabilità hanno le istituzioni, le comunità e le singole persone. Il tutto mantenendo un ritmo costante, inclusivo e molto pratico, perché l’obiettivo del seminario non era accumulare nozioni, ma imparare a leggerle dentro la realtà quotidiana.
Il percorso previsto dall’attività comprendeva anche due momenti di auto-riflessione. Prima dell’inizio della lezione, chi partecipava ha compilato un questionario Jotform per fotografare le proprie conoscenze di partenza: cosa intendesse per violenza di genere, se conoscesse la normativa italiana, quanto si sentisse informatə sulle modalità di denuncia e, ancora, se ritenesse il fenomeno presente nella propria comunità.
Proprio su questo punto, la Prof.ssa Ferrara ha condiviso alcuni dati rilevanti riferiti all’Ateneo di Trieste: nel corso del 2025 sono emersi 20 casi segnalati alla Consigliera di Fiducia del CUG, di cui 3 casi gravi trasmessi alla Procura, 2 segnalazioni che hanno portato a un intervento interno informale e 3 casi gestiti come situazioni gravi allo sportello GOAP. Numeri che hanno aiutato a mostrare come il fenomeno non sia affatto lontano o raro, ma presente anche in contesti percepiti come “sicuri” e familiari.
Domande semplici, ma pensate per far emergere percezioni personali, pregiudizi inconsapevoli e lacune informative. Alla fine dell’incontro, lo stesso strumento è stato riproposto in forma anonima, questa volta per raccogliere impressioni a caldo: cosa si era imparato, quali passaggi avevano colpito di più, quanto ci si sentisse, ora, più capaci di riconoscere e contrastare una situazione di violenza.
La docente ha aggiunto anche alcuni dati nazionali sul sommerso della violenza in ambito lavorativo: l’86% delle persone non sa a chi rivolgersi in caso di molestie e il 93% segnala una totale assenza di formazione interna nei propri luoghi di lavoro. Percentuali che hanno aperto un importante momento di confronto sull’urgenza di strumenti più chiari, percorsi formativi continui e maggiore responsabilizzazione da parte delle organizzazioni.
Mimma Dreams infatti insiste molto su questo aspetto: la partecipazione non è solo ascoltare, ma contribuire, essere parte attiva, trasformare in racconto e testimonianza ciò che si è appreso.
Durante il seminario è stato dedicato un momento anche allo Youthpass, il certificato europeo che riconosce le competenze acquisite nei contesti di apprendimento non formale. Per moltə studentə è stata un’occasione per scoprire che esistono strumenti ufficiali dell’UE che valorizzano non solo ciò che si studia, ma anche ciò che si vive: la consapevolezza interculturale, la comunicazione civica, il senso di iniziativa e la partecipazione sociale. Competenze che un incontro come questo, inevitabilmente, attiva e rafforza.
Un passaggio importante è stato dedicato anche al Codice di prevenzione delle molestie dell’Università di Trieste: la docente ha illustrato i principi fondamentali del documento, il ruolo del CUG, le modalità di segnalazione, le tutele previste e il valore della prevenzione culturale oltre che procedurale. Un esempio concreto di come un ente possa dotarsi di strumenti chiari e trasparenti per affrontare e contrastare la violenza di genere nei luoghi di studio e di lavoro.
Tra le attività previste per i ragazzi ( e al contrario), un esercizio partecipativo ha avuto un forte impatto: a ogni partecipante è stato chiesto di scrivere su un post-it quale fosse, secondo loro, il più grande ostacolo alla parità e, su un secondo post-it, una possibile soluzione per contrastare la violenza nei luoghi di lavoro. Successivamente, tutti i biglietti sono stati raccolti e analizzati in un brainstorming collettivo, distinguendo se ciascun suggerimento chiamasse in causa l’azione individuale oppure interventi di tipo organizzativo. Un modo semplice e immediato per trasformare consapevolezza in proposta, e proposta in responsabilità condivisa.
Il messaggio conclusivo della Prof.ssa Ferrara è stato chiaro, diretto e profondamente coerente con lo spirito di YOU PART: conoscere la legge significa riconoscere meglio ciò che accade intorno a noi. Significa non minimizzare, non girarsi dall’altra parte, non lasciare che la violenza resti invisibile. Significa diventare cittadinə più consapevoli, capaci di portare nella propria vita quotidiana strumenti utili per sé e per lə altrə. Negli ultimi minuti del seminario si è percepita una sorta di attenzione diversa nell’aula: come se, dopo tre ore dense, moltə avessero iniziato a guardare alla violenza di genere con uno sguardo più ampio, più informato, più maturo.
E in fondo è proprio questo il cuore del progetto che abbiamo deciso di lanciare: creare spazi in cui lə giovani possano imparare, riflettere, confrontarsi e uscire un po’ più prontə ad agire nel loro mondo.
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