Nel mese di novembre 2025, il progetto Un Nuovo Sguardo ha dato vita a un percorso formativo online articolato in due appuntamenti complementari, dedicati alla riflessione sulla mascolinità, sull’importanza dei role model positivi e sulle dinamiche della comunicazione. Due giornate che, pur affrontando temi diversi, hanno costruito un unico filo narrativo: comprendere come cambiare la cultura della mascolinità significhi anche cambiare il modo in cui comunichiamo, ascoltiamo e ci relazioniamo, dentro e fuori le comunità in cui viviamo.
Il primo incontro, svoltosi il 13 novembre, ha guidato lǝ partecipantǝ all’interno del concetto di positive masculinity, un modello alternativo che supera gli stereotipi tradizionali basati su durezza, silenzio emotivo e dominio, per valorizzare invece empatia, responsabilità, vulnerabilità e autenticità. Dopo un primo momento di accoglienza e presentazione, il gruppo è entrato nel vivo della riflessione, analizzando i tratti fondamentali della mascolinità positiva e osservando come queste qualità possano manifestarsi nella vita di uomini reali, ma anche di figure quotidiane spesso ignorate o poco rappresentate. Il confronto si è arricchito grazie alla discussione sui role model, persone capaci di dimostrare con i fatti che un modo diverso di essere uomini non solo è possibile, ma già esiste e produce cambiamento. Attraverso esempi personali, riferimenti culturali e storie condivise, lǝ partecipantǝ hanno riconosciuto quanto un role model non sia un eroe perfetto, ma una persona che ispira grazie alla sua coerenza, all’ascolto e al modo in cui affronta sfide e relazioni.
Dopo una breve pausa, l’attenzione si è spostata sul podcast del progetto, un canale narrativo pensato per portare queste storie a un pubblico più ampio. In una sessione partecipativa, lǝ partecipantǝ hanno proposto e discusso figure da includere nelle future puntate, riflettendo su chi, oggi, possa rappresentare una mascolinità capace di costruire relazioni sane, rispettose e non violente. Questo momento ha trasformato la teoria in pratica: non solo parlare di mascolinità positiva, ma raccontarla, diffonderla e renderla concreta attraverso voci, esperienze e storie autentiche.
Il secondo appuntamento, il 20 novembre, ha ampliato questa prospettiva affrontando il tema della comunicazione nelle sue forme verbali e non verbali. Guidatǝ dal trainer, lǝ partecipantǝ sono statǝ immersǝ in un percorso esperienziale che ha mostrato come comunicare non significhi solo scegliere le parole giuste, ma anche interpretare gesti, posture, intenzioni, silenzi e ritmi. La sessione è stata strutturata come un laboratorio pratico in cui teoria e azione si intrecciavano in modo naturale.
Uno degli esercizi proposti invitava lǝ partecipantǝ a comunicare una frase esclusivamente attraverso il linguaggio non verbale. Le reazioni del gruppo hanno mostrato subito quanto sia facile fraintendere segnali che, a chi li emette, sembrano invece chiarissimi. Un secondo esercizio, altrettanto significativo, chiedeva di descrivere un disegno senza mostrarlo, lasciando che lǝ altrǝ provassero a replicarlo basandosi unicamente sulle istruzioni verbali ascoltate. Anche in questo caso, il risultato è stato emblematico: nessunǝ è riuscitǝ né a cogliere la frase né a riprodurre il disegno originale. Un insegnamento potente e immediato, che ha messo in luce come nessun tipo di comunicazione, da solo, sia sufficiente. La comunicazione funziona davvero solo quando linguaggio verbale e non verbale dialogano e si completano, quando ciò che diciamo è coerente con il modo in cui lo esprimiamo e lo mettiamo in scena.
Questa seconda sessione ha aggiunto un tassello fondamentale al percorso iniziato il 13 novembre. Parlare di mascolinità positiva significa anche lavorare sulla capacità di comunicare in modo autentico, chiaro e rispettoso. Senza un dialogo consapevole, gli stereotipi non si trasformano, le relazioni non migliorano e i modelli positivi faticano a emergere. Attraverso gli esercizi e il confronto collettivo, lǝ partecipantǝ hanno sperimentato in prima persona quanto sia semplice fraintendersi e quanto sia importante usare tutti gli strumenti comunicativi disponibili per costruire relazioni sane e non violente.
I workshop del 13 e del 20 novembre hanno costruito un percorso completo e coerente: dalla definizione di una nuova immagine di mascolinità, alla scelta dei role model che la incarnano, fino alla comprensione profonda di come la comunicazione influenzi ogni narrazione e ogni relazione. Un doppio appuntamento che non ha solo offerto conoscenze, ma ha generato consapevolezza e strumenti concreti per diffondere, anche attraverso il podcast del progetto, un nuovo modo di raccontare gli uomini, le loro emozioni e il loro ruolo nella società contemporanea.
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