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Fluid Form: Un progetto per vivere il ballo senza ruoli, gerarchie e sessualizzazione.

2026-01-16 15:22

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Fluid Form: Un progetto per vivere il ballo senza ruoli, gerarchie e sessualizzazione.

Ieri si è tenuto un evento che ha fatto molto più che presentare una nuova pratica di danza, ha messo in discussione il modo tradizionale di intendere il ballo

Fluid Form: Un progetto per vivere il ballo senza ruoli, gerarchie e sessualizzazione.

Ieri si è tenuto un evento che ha fatto molto più che presentare una nuova pratica di danza, ha messo in discussione il modo tradizionale di intendere il ballo di coppia, portando al centro una riflessione profonda su ruoli, potere, identità e relazione. Il progetto si chiama Fluid Form e nasce da un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: nel ballo non devono essere i generi a determinare chi guida e chi segue, ma le persone, nel momento in cui si incontrano nello spazio e creano una connessione, piuttosto che una gerarchia. Abbiamo inoltrato questo argomento all'interno del nostro podcast “A New Perspective” dove nella puntata dedicata agli sport Giulia ci ha raccontato di più su questo approccio ( https://youtu.be/D0oY5acImYY?si=A2V-F4k2RpOjZ-bn )

Noi di Mimma Dreams APS siamo entusiaste di aver reso possibile questo progetto, ma ancora di più di aver messo a disposizione competenze e spazi per promuovere un’idea di danza davvero inclusiva, libera da stereotipi e capace di innovare il modo in cui viviamo il ballo.

Nel ballo sociale e performativo, da sempre, la struttura è rimasta sorprendentemente immutata, l’uomo guida, la donna segue, un modello che sembra naturale solo perché è stato ripetuto all’infinito, ma che in realtà rispecchia dinamiche culturali molto più ampie, legate alla distribuzione del potere e ai ruoli di genere. Fluid Form nasce proprio per smontare questo automatismo e restituire al ballo la sua funzione più autentica: essere uno spazio di espressione.
 

Durante l’evento di ieri è emerso con forza quanto questa struttura rigida abbia creato, nel tempo, più limiti che opportunità; donne costrette ad aspettare qualcuno che le inviti a ballare, uomini caricati della pressione di dover sempre guidare, persone non binarie escluse a priori da una grammatica che non le contempla. Tutto questo ha trasformato spesso la pista in un luogo di tensione invece che di libertà, eppure la danza dovrebbe essere esattamente il contrario, un terreno dove si sperimenta, si sbaglia, si cambia, si cresce e ci si diverte.
 

Fluid Form propone un cambio di prospettiva radicale, non esistono ruoli fissi, ma ruoli mobili, la leadership non appartiene a una categoria di persone, ma circola, passa di mano, si trasforma, si adatta. Chi guida e chi segue non è stabilito prima, ma nasce dentro la relazione, nel dialogo silenzioso dei corpi che si muovono insieme, è una danza che smette di essere comando e risposta e diventa proposta e ascolto.

Uno dei momenti più significativi dell’evento è stato il lavoro sul Mirror Exercise, un esercizio che rende tangibile questa filosofia, due persone si muovono insieme senza che venga dichiarato un leader, una propone un gesto minimo, l’altra lo riflette, poi i ruoli si scambiano senza bisogno di segnali verbali, in quel passaggio quasi impercettibile accade qualcosa di potente, si smette di controllare e si inizia a sentire.

I benefici di questo approccio sono emersi in modo chiaro durante tutta la serata, la distribuzione del potere diventa più equa, lo sforzo fisico viene condiviso, la pressione di dover sempre tenere in mano la situazione si scioglie. Le donne non sono più costrette ad aspettare un cavaliere per poter ballare e scoprono la possibilità concreta di guidare senza doversi giustificare, gli uomini, allo stesso tempo, si liberano dall’idea che il loro valore passi solo dalla capacità di condurre, tutti trovano uno spazio più autentico per essere se stessi.
 

Molti si chiedono se questa libertà non rischi di creare confusione, la risposta che è emersa con forza è che la confusione nasce dall’assenza di ascolto, non dall’assenza di gerarchia. Questa tecnica non elimina la struttura, la rende negoziabile, ed è proprio questa mobilità che rafforza la comunicazione non verbale, aumenta la consapevolezza corporea e costruisce una fiducia più profonda tra i partner.

Un tema centrale emerso durante l’evento è stato quello della leadership femminile, nel ballo tradizionale la guida maschile viene spesso percepita come naturale, quasi biologica, quando alle donne viene dato spazio reale per guidare cambia la postura emotiva, cresce la sicurezza, si rompe l’immagine di dover essere sempre reattive e mai propositive. Guidare diventa un gesto artistico, ma anche simbolico, un atto che parla di autonomia, presenza e legittimità.
 

Allo stesso modo, il progetto apre finalmente uno spazio autentico per l’inclusione, non quella dichiarata a parole, ma quella praticata con il corpo. Le coppie non devono rispondere a uno schema prestabilito, le identità non vengono forzate dentro categorie rigide, la pista diventa un luogo sicuro dove non serve spiegarsi per esistere, la danza torna ad essere ciò che dovrebbe sempre essere stata, un linguaggio universale, non un codice esclusivo.

L’impatto di questa visione va ben oltre il mondo della danza, durante l’evento è stato chiaro come Fluid Form funzioni quasi come un laboratorio sociale in miniatura. In pista si impara a gestire il potere senza dominarlo, a comunicare senza parole, a fidarsi dell’altro senza perdere sé stessi, sono competenze che non restano confinate nel ballo, ma che si portano nella vita quotidiana, nelle relazioni, nel lavoro, nella società.
 

Con questo progetto si introduce una nuova grammatica del movimento, fondata sull’interdipendenza e non sulla gerarchia, è una danza che parla di relazione più che di ruolo, di presenza più che di performance.

Forse la prossima volta che entreremo in pista non chiederemo più chi guida e chi segue, forse inizieremo a chiederci come vogliamo muoverci insieme, e in quella domanda, semplice e potentissima, c’è già tutta la rivoluzione di Fluid Form.

Se il ballo è uno specchio della società, allora è tempo di cambiare riflesso.


 

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